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venerdì 26 febbraio 2016

Benvenuto della Casa Tassorosso

Il Cappello Parlante ti ha smistato in Tassorosso

Il brano che trovate a seguire è la traduzione in italiano del messaggio di benvenuto per chi viene smistato nella Casa di Tassorosso, scritto da J.K. Rowling appositamente per Pottermore.
Nel nuovo sito purtroppo si trova solo in inglese, la traduzione che vi proponiamo è quella che si poteva trovare in Pottermore prima del "grande rinnovamento" del settembre 2015.
Con questo, terminiamo la ripubblicazione dei benvenuti:

Complimenti! Sono il prefetto Gabriel Truman, e ho il piacere di darti il benvenuto nella CASA DI TASSOROSSO. Il nostro simbolo è il tasso, un animale spesso sottovalutato perché vive tranquillo fino a quando non viene attaccato, ma che, se provocato, è in grado di lottare anche con animali più grandi, compresi i lupi. I nostri colori sono il giallo e il nero e la nostra sala comune è situata nei sotterranei, nello stesso corridoio delle cucine.

Dunque, ci sono diverse cose che devi sapere della Casa di Tassorosso. Innanzitutto, dobbiamo parlare della storica leggenda che ci vede come la Casa meno intelligente. È FALSO. Tassorosso è certamente la meno presuntuosa di tutte le Case, ma anche noi abbiamo sfornato come gli altri molte streghe e maghi brillanti. Vuoi una prova? Pensa a Grogan Stump, uno dei più famosi Ministri della Magia di tutti i tempi. Era un Tassorosso, così come lo erano Artemesia Lufkin e Dugald McPhail, due Ministri di grande successo. Seguono poi l’autorità mondiale per quanto riguarda gli animali fantastici, Newt Scamandro; Bridget Wenlock, famosa esperta di Aritmanzia del tredicesimo secolo, che per prima scoprì le magiche proprietà del numero sette, e Hengist il folletto dei Boschi che fondò il magico paese di Hogsmeade, che sorge in prossimità della Scuola di Hogwarts. Erano tutti dei Tassorosso.

Dunque, come puoi vedere, abbiamo sfornato una quota più che discreta di streghe e maghi potenti, brillanti e coraggiosi, ma non ce ne viene riconosciuto il merito solo perché non lo gridiamo ai quattro venti. Corvonero, in particolare, sostiene che tutte le persone di straordinario successo sono uscite dalla loro Casa. Ho passato seri guai quando ero al terzo anno per aver duellato con un prefetto di Corvonero che insisteva nel dire che Bridget Wenlock proveniva dalla sua Casa, e non dalla mia. Avrei dovuto ricevere una punizione di una settimana, ma la professoressa Sprite mi lasciò andare con un avvertimento e un pacchetto di biscotti ricoperti di glassa al cocco.

I Tassorosso sono affidabili e leali. Noi non spariamo a zero sulla gente, ma se ci contraddici, lo fai a tuo rischio e pericolo. Come il nostro simbolo, il tasso, proteggiamo noi stessi, i nostri amici e le nostre famiglie davanti a tutto. Non ci lasciamo intimorire da nessuno.

Tuttavia in una cosa Tassorosso è effettivamente una Casa un po’ scarsa: abbiamo sfornato il minor numero di maghi Oscuri rispetto alle altre Case della scuola. Di certo non ti stupisce sentire che da Serpeverde sono usciti malvagi figuri, considerando che loro non sanno cosa sia il gioco leale e che preferiscono imbrogliare in ogni occasione, ma persino Grifondoro (la Casa con cui ci troviamo meglio) ha sfornato personaggi poco raccomandabili.

Cos’altro devi sapere? Ah sì, l’ingresso alla sala comune è nascosto in una catasta di botti situate in un angolo sul lato destro del corridoio delle cucine. Dai dei colpetti sul coperchio della seconda botte partendo dal basso, a metà della seconda fila, al ritmo di “Tosca Tassorosso”, e il coperchio scivolerà di lato lasciandoti entrare. Siamo l’unica Casa di Hogwarts che vanta anche un sistema per respingere eventuali intrusi. Se si batte sul coperchio sbagliato, o se il ritmo non è quello corretto, dell’aceto viene rovesciato su chi sta cercando di introdursi illecitamente.

Sentirai altre Case vantarsi dei propri sistemi di sicurezza; ad ogni modo, è da oltre mille anni che la sala comune e i dormitori di Tassorosso non sono mai stati visitati da estranei. Come i tassi, sappiamo esattamente come nasconderci e difenderci.

Una volta aperto il coperchio della botte, infilatici dentro e segui i passaggi sotterranei fino a raggiungere la sala comune più accogliente di tutte. A pianta circolare, è un ambiente rustico con i soffitti bassi. È sempre soleggiata e dalle sue finestre rotonde si vedono l’erba e i ranuncoli ondeggiare al vento.

Ci sono numerosi oggetti in rame brunito distribuiti nella sala, e molte piante, che pendono dal soffitto o disposte sui davanzali. La nostra Direttrice è Pomona Sprite, insegnante di Erbologia. È lei che decora la nostra sala con le specie più interessanti (alcune delle quali ballano e parlano), e questo è uno dei motivi per cui spesso siamo molto bravi in Erbologia. I nostri divani imbottiti e le sedie sono rivestiti in giallo e nero, e i dormitori si raggiungono attraverso porte rotonde disposte lungo i muri della sala comune. Le lampade in rame diffondono una calda luce sui nostri letti a baldacchino con le loro trapunte patchwork, e troverai scaldaletto in rame appesi alle pareti, nel caso in cui avessi i piedi freddi.

Il fantasma della nostra Casa è il più amichevole di tutti: il Frate Grasso. Non farai fatica a riconoscerlo, è grassottello, indossa abiti da monaco ed è molto disponibile ad aiutarti nel caso ti perdessi o ti trovassi in difficoltà.

Penso proprio di averti detto quasi tutto. Spero che alcuni di voi siano buoni giocatori di Quidditch. Ultimamente Tassorosso non ha raggiunto i risultati che vorrei nel torneo di Quidditch.

Dovresti riuscire a dormire bene. All’interno dei nostri dormitori siamo protetti da tempeste e vento; non veniamo mai disturbati la notte, cosa che invece capita a volte a quelli che dormono nelle torri.

E ancora una volta: complimenti per essere diventato membro della più amichevole, corretta e tenace di tutte le Case.

Avevamo pubblicato in passato un articolo che parlava di questa Casa, con qualche dettaglio grafico dal vecchio Pottermore. Potete leggerlo cliccando il seguente link: Casa Tassorosso.
Sotto, trovate i link per scaricare immagini varie riguardanti questa Casa, tra cui le due versioni della Sala Comune nel vecchio Pottermore, e gli sfondi creati per gli House Pride del 2013 e 2014.
Queste "House Pride" erano giornate dedicate all'orgoglio Casa in vista dell'assegnazione di una Coppa delle Case, era un'occasione per festeggiare i colori e le caratteristiche della propria Casa sui social o in Pottermore, nelle aree dei commenti. Bei tempi!
In questo post trovate la traduzione dell'omaggio grafico per la vittoria nell'ottava (e ultima, ahinoi) Coppa delle Case di Pottermore: i Tassorosso famosi nella storia.

Download dal nuovo Pottermore
Sala comune Tassorosso Sfondi vari Tassorosso
Download dal vecchio Pottermore
Sala comune Tassorosso, prima versione Sala comune Tassorosso, seconda versione House Pride 2013/2014 Premio VIII° Coppa delle Case

51 commenti:

  1. Miao a tutti,

    Tassorosso (non oso pronunciare Tassofrasso) è stata la Casa più ignorata dalla Rowling nella Saga di Harry Potter, e forse, la nuova trilogia in arrivo di Newt Scamander renderà giustizia a Tosca Tassorosso!
    Stregatto in cerca della Coppa dai magici poteri sul cibo.

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    1. Ma la stessa Rowling ha detto che è la sua casa preferita!

      Expelliarmus

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    2. E' vero, per la lealtà e la correttezza! Peccato che purtroppo nella storia di Harry non abbia avuto il giusto risalto. :-)

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  2. Huffleraven Shadowhunter26 febbraio 2016 21:47

    La mia Casa <3 È vero, all'inizio speravo tanto di essere Corvonero... ma, ora che ho imparato a conoscere e ad apprezzare Tassorosso (sì, Tassorosso, non quell'obbrobrio di Tassofrasso :P ), devo dire che, davvero, non mi cambierei di posto. Sono felice così e fierissima di essere una Hufflepuff! E, per quanto continui ad ammirare molto Corvonero, sono tanto contenta che il Cappello Parlante abbia fatto questa scelta... <3 Per una volta, grazie Pottermore!! XD

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    1. Huffleraven Shadowhunter26 febbraio 2016 21:48

      Ah, e, ovviamente, un super-grazie a voi, ragazzi, per tutto il lavoro che fate sempre! E grazie anche per i vecchi sfondi - sono così carini! :*

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    2. Miao Huffleraven Shadowhunter,

      E' stato un gigantesco lavoro di Eileen, onori felini a lei!
      Tuo Stregatto che suona il miagoloforte con l'inno della Quinta Casa.

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    3. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 16:12

      Siete fantastici, non mi stancherò mai di ripetervelo! :*

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  3. La mia vecchia casa!!!!! Inizialmente non volevo finirci, ma appena sono entrata ho trovato persone speciali!! Mi ricordo delle feste che facevamo... (io portavo sempre le nutella che tenevo nascosta sotto il letto XD!!!) Non la cambierei con nessuna cosa!!!! E se l'anno prossimo quando rifarò il test non sarò Tassorosso bè... poi si vedrà! Tassorosso per sempre!!

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  4. Ciao a tutti. Scusate, ma è proprio Tassorosso che non ha senso! Rosso in cosa, se anche con i colori non ha alcuna attinenza?!? E chi è la professoressa Sprite, la cugina del professor Fanta? Saluti da Lidia...

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    1. Miao Lidia,
      fai la brava che nel prossimo capitolo della fanfiction ci sei anche tu!
      E poi, chi l'ha detto che un tasso non può avere il pelo con sfumature rosse?
      Sii più generosa, o Scamander si arrabbia!
      Stregatto rincorso da Scamander per essere classificato!....Puff!!!

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    2. Miao Lidia,
      è una specie particola ma esiste.....il tasso eritristico! https://it.wikipedia.org/wiki/Meles_meles#/media/File:Erythristicbadger.JPG

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    3. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 16:11

      Miao Lidia! Sì, hai ragione; Tassorosso non è una traduzione letterale, ma nemmeno le altre lo sono. Come dice la traduttrice della prima edizione nella prefazione, sono nomi che rimandano alle contrade senesi e che vogliono avere un'eco conosciuta nella memoria collettiva italiana. È vero, i colori sono il corvino e il giallo; ma che dire di Corvonero, che significa "artiglio di corvo" e che, come tonalità, ha il blu e il bronzo? Anche Grifondoro è sbagliato; Gryffindor può avere un richiamo con il colore dorato per gli italiani, ma, in inglese, si dice "golden". E Serpeverde, che, letteralmente, significa "strisciare dentro"... Per non parlare di alcuni cognomi! Concludo nel dire che, secondo me, purtroppo, non si può sempre tradurre alla lettera, perché nelle altre lingue possono esserci richiami e giochi di parola incomprensibili se proiettati parola per parola in un altro idioma. Pensa, per esempio, al capitolo 3, mi pare, della Compagnia dell'Anello: si dice che Bilbo è "fuggito nell'Azzurro", colore che in inglese è sinonimo di follia o depressione. Si è optato per questa traduzione e c'è la nota esplicativa a piè pagina; ma, onestamente, avrebbero potuto evitare... e potrei citare anche altri casi - vedi anche il titolo del "Mastino dei Baskerville", su cui si è tanto discusso. In ogni caso, secondo me hanno fatto male a cambiare Tassorosso in Tassofrasso; tutti siamo abituati alla prima traduzione, ormai, o, almeno, io lo sono, e, infatti, il mutamento di nome voluto da Bartezzaghi mi pare particolarmente sgraziato e disarmonico, oltre che, anche quella, per nulla attinente. In ogni caso, qui la traduzione letterale sarebbe proprio impossibile: "huffle" non significa nulla - al limite, ogni tanto, lo traducono con "soffice", mentre "puff" significa "sbuffo"... "Sbuffomorbido" sarebbe stato un po' strano...

      Un abbraccio e scusa la digressione lunghissima! :)

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    4. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 16:14

      PS: dimenticavo, la professoressa Sprite si chiama così perché "Sprout", in inglese, significa "germoglio"; perché abbiano voluto cambiarlo, poi, non lo so. Forse era un cognome eccessivamente e palesemente solo inglese, e, magari, hanno voluto avvicinarlo a noi italiani - "Sprite" mi sembra più simile ai nomi usati in film e telefilm. Se guardi, in effetti, tutta l'opera di traduzione è tesa a questo... Ma queste sono idee mie. Ciao! :)

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    5. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 16:15

      Pietra, ma che carino il tasso eritristico!! <3 Anche se i tassi, poi, sono tutti carini... :P

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    6. Io sinceramente appoggio Lidia. E preferirei una nuova traduzione che mantenesse i nomi originali anche delle case, perchè no. Quanti libri di autori e autrici giapponesi, ad esempio, non sarebbero gli stessi se avessero modificato i nomi italianizzandoli e non permettendoci di trasportarci nel paese in cui avvengono le vicende. Poi certo per un bambino può essere difficile la pronuncia, ma ad esempio la Sprout secondo me non ha alcun senso chiamarla Sprite. Posso capire la traduzione di Oliver Wood in Oliver Baston perchè altrimenti non ci sarebbe il fraintendimento di Harry quando la McGonagall (McGranitt in italiano) lo chiama dalla classe del Professor Quirrell (Raptor in italiano). Preferisco chiamare le cose con il loro nome e Tassofrasso ammetto non piace neanche a me, ma è stato scelto perchè è un alliterazione migliore di Tassorosso e che rispecchia meglio quella creata dalla Rowling in Hufflepuff, quindi l'attinenza c'è eccome.

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    7. Miao RunaSand9510,

      Sai cosa facciamo, lo chiederemo miagolamente alla Rowling, e vediamo se è così gentile da risponderci, e porre fine a questo inverecondo dualismo!

      Passa pigramente la pratica a Eileen, ghghghgh!!!

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    8. Grazie tante Stregatto! :-P
      Direi che se si vogliono uniformare i nomi, il che forse è più sensato verso il pubblico attuale, è giusto farlo in blocco. Se torna McGonagall allora le Case devono avere i loro nomi originali.
      Se invece si vuole mantenere la traduzione italiana, che ormai è entrata nell'immaginario collettivo, che senso ha intervenire solo su parte dei nomi?
      Andare a modificare la prima traduzione per un'altra traduzione è un'ulteriore forzatura, almeno a mio modo di vedere.
      A questo punto, lasciamo la prima traduzione come curiosità per appassionati e nostalgici (alla fine fa parte della storia editoriale della saga, chi l'ha letta anni fa è inevitabilmente affezionato ai nomi tradotti pur conoscendo i nomi effettivi, come me ad esempio) e per il futuro manteniamo i nomi originali.
      Resta da capire dove vogliono andare a parare alla fine. Se la traduzione del 2011 era un tentativo di spostarsi nella direzione di "tutti i nomi originali" ok, ma questo dovrebbe portare all'allineamento all'inglese.
      Aggiungere un'altra traduzione sì che crea confusione, come detto da Lidia!
      Si vanno a sovrapporre nomi su nomi: Tassorosso/Tassofrasso/Hufflepuff e poi...?
      Ho amato la saga attraverso le prime traduzioni (dopo Pecoranera, eh! :-P), e ora apprezzo la cura con cui JK ha dato nomi a persone e luoghi in originale.
      Lodevoli le correzioni a dettagli come il lucchetto/medaglione, erano auspicabili, però forse avrebbero dovuto scegliere la versione dei nomi in modo netto! :-)

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    9. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 15:21

      Concordo appieno con Eileen; al di là di tanti miei ragionamenti, sei riuscita a rendere perfettamente ciò che volevo dire. Meglio fare tutti i nomi originali, allora, e subito! Anche perché (siccome sono testarda :P), a me, come, credo, anche a molti della vecchia guardia, questi nuovi nomi non piacciono. È vero, come dice RunaSand: in "Tassofrasso" c'è un'allitterazione, ma né più né meno che in "Tassorosso"; nel primo nome, infatti, ci sono solo quattro s, così come nel secondo. L'attinenza, forse, ci sarà, rimarrà invariata, non lo metto il dubbio... ma, appunto: non cambia, fa lo stesso. Che bisogno c'era di sostituire un nome con un altro che ha gli stessi pregi e difetti del primo, ma comunque discutibile perché vuole sostituirsi in modo permanente al precedente? Tassofrasso, per come la vedo io, non ha ragione d'essere. Fra parentesi, mi cambi Tassorosso e non mi correggi Corvonero? (Sia lodata Morgana, non sono pronta per un "Rapaceblu"...) E il "salice schiaffeggiante"? Bah. In conclusione, per come la vedo io: se vogliamo una buona traduzione italiana, ce l'abbiamo già, sia pure con i suoi difetti, ed è quella della Astrologo, a cui gran parte di noi è affezionata; non ce ne serve un'altra. Se vogliamo i nomi originali... beh, ben venga una nuova traduzione! Ma con i nomi originali, appunto, non con altri nomi che servono solo a fare un'incredibile confusione fra le varie generazioni di potterhead e a stravolgere l'idea collettiva che i lettori hanno da molto ma molto tempo di un elemento importante come una Casa di Hogwarts... Voglio dire, io il film della Pietra Filosofale me lo guardavo a tre anni con i miei genitori dal lettino, e ho sempre sentito Tassorosso; ora non mi vengano a dire che non è così e che in realtà è Tassofrasso...

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  5. Ciao Stregatto, ciao Raven. Io non riesco proprio a farmene una ragione... nel dubbio fra tradurre male o fare una castroneria perché non attenersi all'originale e basta? Cosa porta in più o in meno ad un personaggio se gli si reinventa di sana pianta il nome? Mettiamo per esempio la McGonagall. È un chiaro riferimento alle sue origini scozzesi. E perché, in nome di tutti i traduttori, chiamare Vitius il professore di incantesimi? Che cosa ha a che vedere con Flitwick? E Quirrel perché mai diventa Raptor?!? Non me lo spiego, ma dovrò farmene una ragione...prima o poi... o forse mai... Parlavate anche dela scarsa attenzione che la Rowling riserva alla Casa dei Tassofrasso ( amici, fatevene una ragione anche voi...). E Cedric Diggory? Cari saluti a tutti da Lidia.
    P.s. Bene Stregatto, ti aspetto al varco. Non vedo l'ora di scoprire in quale personaggio mi avete trasformato!

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    1. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 18:09

      Beh, certo, sarebbe meglio attenersi all'originale, anche se non è sempre possibile o consigliabile (vedi discorso ed esempi sopra). Molti dei casi che hai citato sono dei giochi di parole, appunto, intraducibili; Longbottom, per esempio, o Snape. Volendo divagare, i traduttori potrebbero aver avuto dei buoni motivi per cambiare i nomi; ti cito un esempio dal mondo dei manga e degli anime. Conosci "Lady Georgie"? La protagonista, così come, ovviamente, i suoi fratellastri, di cognome, in lingua originale, faceva Batman; qui in Italia, però, è stato modificato in Buttman, per non fare pubblicità alla DC. Riconosco che - o, almeno, mi sembra - non è questo il caso di Harry Potter; anche se, ormai, tentare di riparare sarebbe solo una manovra inutile e mille volte contestabile. Personalmente, io sono cresciuta con la prima traduzione, quindi sono un po' di parte, ma non mi è sembrata così male... Tassofrasso, invece, lo ammetto: mi fa rabbrividire. Da dove lo avranno mai tirato fuori... Io sono Tassorosso! :P

      Per quanto riguarda Cedric Diggory: sì, è un personaggio lievemente più importante degli altri, ma non si può dire che faccia per cento. Compare un poco nel quarto libro; poi Codaliscia lo uccide, e, come si suol dire, adieu! Inoltre, non si sono mai spese molte parole a favore della Casa nei libri. Voglio dire, le cose più carine che vengono dette arrivano da Hagrid nel primo libro, "meglio Tassorosso che Serpeverde"; Corvonero, invece, l'altra Casa più in secondo piano, viene spesso esaltata e, giustamente, ha i suoi bravi rappresentanti, fondamentali allo svolgimento della storia: una su tutti, Luna. Sì, anche Tonks è Tassorosso, ma, a differenza della Lovegood, non si può dire che ciò venga rimarcato in continuazione, anzi. Speriamo che Newt Scamandro cambi un po' le cose! Ho dato un'occhiata in internet: c'è così tanta gente che ce ne dice di tutti i colori...

      Grazie per questi scambi di opinione, è un piacere leggere le tue idee! :)

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    2. Huffleraven Shadowhunter27 febbraio 2016 18:12

      NdR: ho notato ora, rileggendo, che non citi Neville o Piton; mi sono sbagliata, scusa... in ogni caso, il discorso rimane quello! :)

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  6. Ciao Raven. Anche per me è un piacere leggerti, anche perché argomenti le tue idee e non ti limiti a criticare e basta. Per quello sono buoni tutti. Io, invece, cerco sempre di trovare nuove angolazioni da cui osservare i diversi aspetti delle cose, siano essi romanzi, situazioni o persone reali. Non è facile, perché arrendersi alla banalità (o alla pigrizia mentale!) è molto più comodo, ma ci provo... nel mio piccolo. Ritornando al discorso degli errori ed orrori di traduzione, io avrei rispettato in tutto l'originale. La saga è perfetta così com'è, il lavoro della Rowling doveva essere rispettato in toto. Hai citato "Il Signore degli Anelli", non mi sembra che Bilbo sia diventato Paolo o che so io, e anche lì di nomi strani ce ne sono! Se anche fossero tutti dei giochi di parole (pensa a Filch per esempio: il verbo to filch significa rubacchiare, quindi il custode è diventato Gazza, come la gazza ladra! Pensa te, che giro...) proprio per questo dovevano essere lasciati in originale e poi magari mettere delle note. Avremmo anche imparato qualcosa in più sul mondo anglosassone. Io credo che il motivo di questi rimaneggiamenti stia nel fatto che l'editore italiano, ai tempi della prima uscita, abbia voluto rendere più appetibile ai piccoli lettori nostrani quella che credeva essere una storia per bambini. Se avesse solo lontanamente immaginato che si sarebbe arrivati ai tenebrosi Doni della Morte credo che non avrebbe osato! Una buona serata da Lidia.

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    1. Buonasera a tutti!
      Ho letto con molto interesse il dibattito su Tassorosso/Tassofrasso e il sempre controverso nomi originali-nomi tradotti, mi piacciono questi scambi, grazie!
      Personalmente credo che Lidia abbia centrato il punto con la sua ultima osservazione: la fascia di età del pubblico che sembrava più idoneo alla Pietra Filosofale.
      La saga di Harry Potter inizialmente era (o sembrava semplicemente) orientata a un pubblico molto giovane, potremmo dire scuola primaria/media inferiore. In quanto tale, hanno ritenuto opportuno adattare i nomi, dando loro un'aria fiabesca che sembrava più attraente per il lettore-tipo.
      Quindi è subentrata la faccenda delle Contrade e i nomi semplificati.
      Vi dico la mia impressione: se a 8 anni mi fossi trovata a leggere di un certo Dumbledore, di una McGonagall o di Slytherin e Hufflepuff, dubito che sarei arrivata alla fine del primo capitolo.
      Sono nomi ostici, mi si ingarbuglia la lingua a pronunciarli anche ora, mentalmente non sarei riuscita a dar loro un suono che mi potesse diventare familiare.
      I nomi creano suggestioni, se sono in una lingua che non mi è familiare questo sarà molto più difficile.
      Addirittura sono giochi di parole, curiosità della lingua anglosassone, comprensibili solo con una buona (se non ottima) conoscenza della lingua.
      Questo ha inevitabilmente portato a delle storpiature o a delle totali distorsioni del significato (Silente/Dumbledore o Pecoranera/Ravenclaw).
      Alcuni avrebbero potuto benissimo rimanere com'erano, anche questo è vero!

      Ora, le revisioni dell'edizione 2011.
      Comprensibile il tentativo di tornare ai nomi originali, visto che il pubblico medio della saga ha raggiunto un'altra età e la saga ha assunto un carattere diverso dal suo esordio, ma teniamo presente che questo va comunque a scontrarsi con anni di abitudini e addirittura un'intera serie cinematografica.
      Passi che Tassofrasso abbia più senso se rapportato al curioso nome inglese, ma allora perché gli altri tre sono rimasti invariati? Slytherin avrebbe avuto bisogno di altrettanta attenzione, o Ravenclaw. Se andiamo a togliere il riferimento al colore/Contrada, perché non farlo anche con gli altri? Tassofrasso stona perché è l'unico che ha perso la vecchia connotazione, non perché sia errato.
      Io preferisco continuare a usare i nomi delle traduzioni precedenti al 2011, perché comunque anche quelli avevano una loro ragione d'essere con l'idea iniziale che ci si era fatto leggendo i libri. Oddio, magari non avevano tutti un senso, ma ormai sono entrati nell'immaginario collettivo, o perlomeno nel mio!
      Mi sono cari, pur con i loro difetti!

      Concludo col dire che la saga di HP ha avuto uno sviluppo editoriale molto diverso da altre famose storie fantasy, penso ad esempio alle pubblicazioni di Tolkien. Pubblico diverso, periodo storico diverso e impatto mediatico non comparabile. È un caso unico credo, di serie letteraria che è cresciuta insieme al pubblico. Le traduzioni avvenivano senza conoscere la fine della storia, quindi sostanzialmente "alla cieca" per quanto riguarda gli obiettivi dell'autrice. Col senno di poi è vero che i nomi originali sono meglio, ma se ci fossimo trovati al posto dei traduttori alla prima uscita non avremmo magari fatto scelte analoghe?
      Ecco, ho finito il monologo! :-D

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  7. Ciao Eileen. Il problema, a mio avviso, è che tutto ciò genera incomprensione. Se io dico "Hai visto che fine fa Lockhart?" il 50% dei lettori non capirà a chi alludo, o dovrà documentarsi almeno. Magari sui nomi delle Case avrai anche ragione, non si può fraintendere più di tanto, sono quattro! Ma i personaggi sono tanti e se l'autrice ha scelto per loro quei nomi, magari dopo mille ripensamenti, ci deve essere stato un motivo e secondo me è giusto rispettare il suo lavoro anche in questi dettagli. Anche perché sono ridenominazioni che non hanno senso ai fini della storia. Un caro saluto da Lidia.

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    1. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 02:10

      Buonasera Lidia ed Eileen! O, meglio, buonanotte... :P Innanzitutto, Lidia, ti ringrazio davvero per i tuoi complimenti; ti assicuro che riesci sempre a vedere le cose da altre angolazioni, come tu desideri, e, al contempo, anche in maniera molto curiosa e interessante... immedesimarsi in punti di vista a noi non familiari non è cosa scontata e, anche quando non rispondo, leggo spesso i tuoi commenti e ne rimango affascinata. Complimenti! :)

      Per quanto riguarda la traduzione... Penso che Lidia abbia ragione quando dice che inizialmente la saga era vista per bambini o ragazzini; e, secondo me, almeno inizialmente è così. L'ideale - ma chi, avendo a disposizione più di un libro, si potrebbe mai fare una ragione di aspettare? - dicevo, se sei in età da Hogwarts, l'ideale sarebbe forse leggere un libro all'anno. Hai undici anni? Perfetto, vai con la Pietra Filosofale; l'anno prossimo leggerai la Camera dei Segreti, e poi il Prigioniero di Azkaban, ecc. Se hai più di diciassette anni, vai tranquillo e divorateli tutti in una notte! :D Ma, al mio solito, sto divagando... Io ho letto i libri a sette anni, od otto, non sono sicura, dovrei andare a guardare; in ogni caso, lo ammetto, se anche avessi proseguito la lettura, i nomi originali non li avrei capiti, li avrei oltrepassati senza guardarli troppo, presa dalla smania della lettura. All'epoca, poi, buona parte del mio lessico inglese attuale ancora non c'era; quindi, figurarsi... Ma, a prescindere da ciò, continuo a pensare che, per quanto non sia perfetta e certo non la migliore possibile, la prima traduzione rispecchi abbastanza se non altro la comunque fondamentale vocazione evocativa dei nomi della saga. Piton, per esempio, è un chiaro rimando al pitone; si toglie la lettera, modificandolo così allo stesso modo di Snape che si dava un carattere proprio sostituendo la k con la p. Longbottom è ovviamente sinonimo di goffaggine e impacciatezza; e quale nome migliore di Paciock, il "pacioccone", l'ingenuo? Infine, Allock; non rispetta certo la natura romantica del cognome originale - se senti parlare di Gilderoy Allock non capisci che è uno che fa stragi di donne solo stando fermo. Ciononostante, si può dire che sia un po' un "allocco"; pavoneggiandosi a destra e a manca si incastra da solo, dandosi definitivamente la zappa sui piedi quando utilizza la bacchetta di Ron, che tutti gli insegnanti sapevano rotta... Nondimeno, alla fine, questi nomi potevano essere mantenuti; ma, secondo me, non è questo il caso di altri. Sybill Trelawney, per esempio; diciamocelo, quanti italiani sono esperti di detti della Cornovaglia? Nessuno - o, comunque, molte poche persone - ci avrebbe mai fatto caso e, di conseguenza, nessuno avrebbe mai sentito la necessità di informarsi in proposito, credendo che, magari, il cognome fosse come la parola Quidditch, nato per caso dalla mente dell'autrice. Sibilla Cooman, invece, pur non proiettando il significato originale nel cognome (e come sarebbe mai stato possibile, del resto?), è subito evocativo - e, al di là di tutto, persino del significato che si vuole trasmettere, è questo il bello, nonché il fine dei nomi in Harry Potter. Sibilla Cooman, Sibilla Cumana; stiamo leggendo ora i libri e non l'abbiamo ancora incontrata, o, paradossalmente, non rammentiamo chi sia? Il nome ci fa subito venire in mente profezie e oracoli: et voilà, Sibilla Cooman è l'insegnante di Divinazione.

      Concludo questa lunghissima trattazione delle due di notte (non guardatemi male, ho l'insonnia :P) con un'ultima considerazione personale: sì, è vero, Harry Potter è anche per adulti e ragazzi adolescenti; ma non solo. Ripeto, io i libri li ho letteralmente venerati a sette - otto anni e sono sicura di non essere la sola; i bambini di oggi, o di domani, come potrebbero reagire trovandosi davanti delle parole difficili come, appunto, "Hufflepuff", o "Flitwick"? Un abbraccio a entrambe e una buona notte a tutti! :)

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    2. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 02:29

      Rileggendo un commento precedente di Lidia, ho notato che parlava delle note esplicative; è un'idea che ha il suo innegabile fascino. Tuttavia, qui torna il solito discorso: si pensava che la saga fosse per bambini; quanti hanno voglia di interrompere la lettura per una nota che il 90% di loro riterrà noiosa ancora prima di averla letta? In ogni caso, ripeto il discorso precedente: la saga è per ragazzi e adulti, ma continua a essere anche per bambini, quindi il problema dei nomi, a prescindere dalle inevitabili ambiguità con la lingua originale, si ripropone... Comunque, se anche avessero cambiato i nomi di tutte e quattro le Case, mi sarei solo sentita male di più - non c'è nulla da fare, per me, almeno in italiano, Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde sono e rimangono! Quando dici la testardaggine... Ma tasso più serpente è una combinazione letale, in questo! :P :D

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  8. Ciao Raven. Se io soffrissi di insonnia sarei già al manicomio da un pezzo. Hai provato con un bicchiere di latte caldo e un libro di Bruno Vespa? Magari funziona... Dici che la traduzione "italianizzata" facilita la lettura e la comprensione ai piccoli lettori. Ebbene, conosco una bimba che va in seconda elementare che in meno di un anno ha letto l'intera saga, e ha ricominciato da capo. È arrivata al Calice di Fuoco, e il fratellino di poco più di tre anni conosce tutti i personaggi. Credo che sia il più piccolo esperto mondiale di Harry Potter! L'edizione è quella con i nomi originali, per questo credo che i nomi in sé non facciano differenza se la storia ti appassiona. E poi credi che Quidditch, Weasley o Diagon Alley siano molto più semplici. Inoltre ho un dubbio: negli altri Paesi si sono attenuti all'originale o magari in Giappone si parla di Neville Kurosawa? Una buona domenica a tutti da Lidia.

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    1. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 11:36

      Ciao Lidia, buona domenica anche a te! :) La combinazione "latte caldo + libro di Vespa" mi sembra un ottimo mix per farsi arrivare la voglia di dormire; grazie, proverò! :D

      Beh, che dire? Un bel "chapeau" o, se preferisci, "hat-tip" a questa bambina. Come non comprenderla? :) Purtuttavia - e ti assicuro che non voglio assolutamente sminuirla, è stata bravissima!! - pur non essendo certamente la maggioranza, le persone che leggono un sacco ci sono sempre state; io ho letto Harry Potter durante le elementari; poi, a dieci anni, stanca di rimanere orfana in eterno del "maghetto occhialuto", mi sono buttata a pesce sulle Cronache di Narnia, un libro al giorno, tanto erano brevi... e la nostalgia si è levata di torno, o, perlomeno, si è fatta un piccolo Incantesimo di Disillusione! :D Ma, dicevo, persone inclini alla lettura in modo particolare ci sono sempre state; la bimba ha letto l'edizione con i nomi originali... ma lei, o il suo fratellino, saprebbero dire l'origine dei nomi (perché, alla fin fine, è di questo che stiamo parlando)? L'hanno apprezzata, capita? Sanno da dove derivano Trelawney, o Weasley, o Quirrel?

      La seconda cosa: secondo me, le persone nascono o meno con la voglia di leggere. Come in molti casi, che, purtroppo, sono la maggioranza, se quest'ultima è assente - sempre che non sia un caso disperato - può anche venir gentilmente "iniettata" fin dalla primissima infanzia, con una favola alla sera, una storia, come del resto illustra tanto bene anche Daniel Pennac nel suo "Come un romanzo". L'alternativa è, altrimenti, più o meno, quella di "inculcargliela" verso le elementari, o le medie, o, in casi estremi, addirittura alle superiori. Come? Con un libro che li avvicini, li appassioni. E, per i bimbi in modo particolare - ma sappiamo bene che non sono i soli :) - quale miglior libro può esserci di Harry Potter? (Ad esempio, prima di dare l'okay alla Rowling, l'editore della Bloomsbury ha dato il manoscritto della Pietra Filosofale a sua figlia, di otto anni, che l'ha amato incredibilmente. Ma questa è un'altra storia; hai notato la mia tremenda tendenza a divagare? :P)

      In ogni caso, quello che viene proposto dev'essere un libro molto accomodante e aperto, per compensare le mancanze dell'aspirante lettore, che, ovviamente, aperto e desideroso di leggere non è. Ciò significa che il primo dev'essere il romanzo perfetto: breve, con una trama semplice ma avvincente e un lessico semplice, che non sia un continuo scioglilingua e non lo costringa ad aprire il dizionario "ogni due per tre". Ora: se sei un bambino di nove - dieci anni, che si approccia per la prima volta ai libri, che non sopporta neanche l'idea di aprire un libro - gli bastano quelli della scuola - che deve finire il capitolo prima di poter andare a giocare con la PlayStation, uno che, presumibilmente, certe parole di inglese ancora non le sa... insomma, se sei, in una parola, un bambino svogliato, nomi come "Trelawney" o "Slughorn" ti invogliano a proseguire o a chiudere il libro andandoti a cercare il riassunto su Internet (che tremendo obbrobrio, che orribile idea, anche con Harry Potter!!)? Perché, come giustamente diceva l'autore di un articolo pubblicato su "Ciak!" qualche anno fa, uno dei grandi meriti della Rowling è stato quello di far spegnere la TV a milioni di bambini e ragazzi, per leggere tomi la cui lunghezza media si aggira attorno alle 400 pagine…

      Ora, non so dirti perché alcuni nomi siano stati mantenuti; ancora una volta, probabilmente bisognerebbe essere nella testa dei traduttori... forse, il loro scopo era quello di semplificare alcune parole e di mantenerne altre, di matrice di più facile comprensione - o, banalmente, anche solo meno difficili da pronunciare! Chi lo sa?

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    2. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 11:38

      Riconosco che i bambini e la loro voglia di leggere non sono certo - né possono diventare - il centrale fulcro di tutto; però potrebbero essere stati un bel fattore, che può aver spinto Marina Astrologo a fare delle scelte piuttosto che altre. Il mondo della traduzione è così incredibilmente affascinante, tocca queste corde sensibili insite in noi, di cui, magari, nemmeno noi eravamo a conoscenza... a volte non ci si rende conto di quanto sia un processo delicato.

      Per amor di giustizia, va comunque anche detto che le primissime traduzioni - quelle di "Pecoranera", per intenderci - erano davvero fatte male; "locket" diventava "lucchetto" anziché "medaglione" (!!!), "snowy owl" era la "candida civetta"... È per questo, infatti, che poi sono state modificate. E poi è arrivato Bartezzaghi... con il suo "Tassofrasso"... Bah!

      Ancora una volta, grazie, e perdonami per questi manoscritti lunghissimi... mi sento terribilmente eccessiva (e probabilmente lo sono :D), nonché una Cicerone molto ma molto in erba e mediocre che annoia tutti... scusami davvero! Anche se la colpa è tua, che mi dai degli spunti così succulenti per poter partire per la tangente... e anche per la secante! :P

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  9. Ciao a tutti. Mi inserisco di nuovo nella discussione. Intervenire sui cognomi dei personaggi è irrispettoso e sciocco. Se un personaggio ha quel cognome non è corretto stravolgerlo o sostituirlo. La storia è ambientata in Gran Bretagna non in Italia! Per la questione delle Case una traduzione è ammissibile, ma a patto che rispetti l'idea dell'autore. Altrimenti anche maledizioni, incantesimi, pozioni ecc. andrebbero lasciati in originale e non ne vedo il motivo. Per quanto riguarda la tesi che vede l'alterazione dei nomi perpetrata per avvicinare alla lettura i piccoli lettori svogliati, non concordo. In questo caso sarebbe più utile aggredire il testo col machete, ridurlo di un buon 70% e riempire i vuoti con illustrazioni a tutta pagina. Cambiare i nomi a personaggi, a volte secondari, non aiuta comunque i lettori pigri ad affrontare le pagine e pagine della saga. Buona serata da Lidia.

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    1. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 18:29

      Ma certo, nemmeno io l'avrei fatto, su questo non posso che concordare; hai assolutamente ragione! Tuttavia, penso possa essere stata una componente in più che abbia poi spinto la Astrologo a compiere certe scelte. Per quanto riguarda i cognomi - a parte, ovviamente, l'eclatante caso di Dumbledore/Silente -, beh, non si può dire che siano stati italianizzati, grazie al cielo. Certo, alcuni sono stati cambiati, ma mantengono la loro chiara origine anglofona; e come potrebbe essere altrimenti? Rimane comunque aperta la questione di alcuni mutamenti nel passaggio dall'inglese all'italiano, ma, ripeto, non sono a sfavore a priori; se serve a far capire meglio le sfaccettature dei personaggi a molti lettori, ben venga. Poi bisogna anche tener conto dell'originale, ovviamente, e su questo non ci piove...

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    2. Huffleraven Shadowhunter28 febbraio 2016 18:35

      Qui ritorna anche la storia delle note: nomi semplificati e resi più accessibili all'immaginario collettivo italiano - e, per alcuni, (non sbranatemi :P) per questo anche più belli, con la loro innegabile musicalità - o spiegazioni a piè pagina? Ognuno ha la sua idea; poi, ai posteri l'ardua sentenza...

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  10. Ciao cara Raven, buongiorno a tutti. Eccomi di nuovo qua. Spero solo che gli altri non trovino ossessiva questa nostra discussione! Dici che i nomi "posticci", chiamiamoli così, servono a definire meglio il carattere dei vari personaggi. Mi permetto di contraddirti, anzi secondo me è stata una operazione molto superficiale. È come se il traduttore si fosse fermato alla prima impressione suscitata in lui dal personaggio, senza approfondire un bel niente. Esempi: Dumbledore, nom è affatto silente anzi mi sembra piuttosto logorroico e non le manda certo a dire! McGonagall, non è granitica piuttosto è austera, ma molto materna. In tante scene la vediamo sull'orlo delle lacrime per la sorte dei suoi studenti. Come molte donne all'apparenza dure e intransigenti nasconde un dolce "cuore di panna". Neville Longbottom, non è affatto un pacioccone. Ha suboto un forte trauma da piccolo, che gli ha fatto quasi perdere i poteri, infatti i suoi parenti credevano che fosse un magono'. Inoltre è cresciuto con una nonna dal carattere invasivo e opprimente. Gilderoy Lockart, non è un allocco anzi è alquanto furbo! Manipola le persone per i suoi scopi, sopratutto le donne, e ci riesce. Anche in ospedale le infermiere stravedono per lui! Mi fermo qui per non annoiare. Buona giornata da Lidia.

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    1. Huffleraven Shadowhunter29 febbraio 2016 21:54

      Ciao Lidia! :) Scusa il ritardo con cui ti rispondo... è stata una giornata un po' impegnativa. Beh, che dire? Tutti gli esempi che fai sono corretti e calzanti... forse, nel caso di alcuni personaggi, per la traduttrice italiana era troppo presto per decidere che nome dare, ma, per esigenze editoriali, e avendo fatto la scelta - più o meno discutibile - di cambiarne alcuni, ha optato per un nome piuttosto che un altro. Guarda Neville, per esempio: concordo assolutamente con te nel dire che non è affatto un ingenuotto, anzi, è uno dei Grifondoro migliori. All'inizio, però, forse non sembrava così; e, comunque, Longbottom non è un nome che esprima valore e audacia, ma, appunto, goffaggine. Forse hanno voluto mantenerne il significato... ma con alcuni degli altri? Non rimarcano perfettamente i caratteri dei personaggi, quello sarebbe stato quasi impossibile, però danno una buona idea di chi possano essere, sia pur approssimativamente...

      Ormai a corto di argomenti, indietreggio ritirandomi nella mia rocca e brandendo un'ultima volta Trelawney come arma... :D Ecco, quello sì, secondo me, hanno fatto bene a cambiarlo, in molti non lo avrebbero compreso. Gli altri nomi... ammetto - ma tanto lo sapete già :P - che a me piacciono e che la nuova traduzione non mi convince ("salice schiaffeggiante"?!); sono assolutamente di parte. Se proprio volessimo fare una traduzione nuova, la vorrei con i nomi originali; altri nomi italiani, secondo me, non sono necessari a nulla, se non a fare confusione. È qui che nasce la mia avversione per Tassofrasso... a parte che non mi piace il suono della parola in sé; ma servisse a qualcosa, poi!

      Un abbraccio e buona serata! :*

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  11. Scusate gli errori ortografici, colpa della tastiera microscopica del Tablet e della fretta mattutina. Perdonate. Ciao da Lidia.

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  12. Ciao Raven, ciao a tutti. Suvvia, esci dalla rocca la nostra non era mica una battaglia! Che ne dici, fra Tassorosso e Tassofrasso optiamo per Sbuffobuffo e non ne parliamo più? Scherzi a parte, credo che un buon traduttore con un po' di creatività dovrebbe essere in grado di rendere il senso di un termine senza però stravolgerne il significato. Magari nel dubbio potrebbe anche consultarsi con l'autore, o no? Però sui cognomi non cedo, quelli vanno riproposti così come sono, magari spiegando a parte giochi di parole ed etimologia. A proposito, illuminami sulla Trelawney. Spargendo i semi della nostra conoscenza un po' qua e un po' là potrà nascere in futuro un mondo migliore. Buona giornata a tutti

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    1. Huffleraven Shadowhunter1 marzo 2016 23:38

      Buonasera cara Lidia! :) Ancora una volta scusa il ritardo con cui ti scrivo; nei giorni feriali, la scuola prende parecchio del mio tempo... :P

      Assolutamente non era una battaglia, scherzavo! XD Infatti per me è stato davvero un grande piacere potermi confrontare con te, oltre al fatto che, alla fine, concordiamo su parecchie cose, anche sulla tua ultima affermazione in merito al consultarsi con l'autrice; non è sempre facile, se si sceglie di tradurre anche i nomi, proiettarne il significato alla perfezione, quindi, a volte, sarebbe necessario un aiuto esterno...

      "Trelawney" è il nome inglese della professoressa Cooman; come i nostri Eileen e Pietra hanno spiegato in un loro vecchio articolo (ho sondato gli archivi :P), deriva da un detto della Cornovaglia. Ti cito proprio il pezzo che ne parla:

      "... La canzone è basata su un proverbio della Cornovaglia, che dice: "And shall Trelawny die? / Here’s twenty thousand Cornish men/Will know the reason why!". Perciò la canzone è nota anche col nome di Trelawny."

      Da Trelawny, la Rowling ha aggiunto una e; questa citazione è saltata all'occhio dei fan durante dei giochi speciali proposti da Pottermore per l'Halloween 2014. Fra gli altri, vi era infatti questo indovinello:

      La canzone di R.S. Hawker [NdR: il detto di cui sopra]
      darà l'indizio,
      All'insegnante i cui talenti
      non sono sempre veri.

      Questo per indicare come spesso la professoressa Cooman/Trelawney dia profezie errate... ma non sempre!

      Ti abbraccio... grazie ancora per questa bella chiacchierata (mi hai fatto appassionare all'argomento traduzioni, fra parentesi!! :P) e buona serata! :*

      PS: siccome Pietra ed Eileen sono stati molto più bravi di me a spiegare quest’ultima cosa del cognome “Trelawney”, ti allego anche il link dell’articolo… Ecco qui:

      http://pottermoreguida.blogspot.it/2014/10/dolcetto-o-scherzetto-due-settimane-di.html

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    2. Ognuno ha la sua percezione e le proprie preferenze, ma è bello anche conoscere e rispettare le opinioni altrui! ;-)

      Quando al cognome della professoressa di Divinazione, c'è un brano in proposito in fondo al testo inedito con la sua biografia, che forse spiega ancora meglio! Finché non pubblichiamo il testo tradotto, vi consiglio questa lettura:
      https://www.pottermore.com/writing-by-jk-rowling/sybill-trelawney
      In particolare, l'ultimo paragrafo.

      Raven che brava, avevo quasi dimenticato anche io quell'articolo!! :-D

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    3. Expelliarmus3 marzo 2016 15:36

      E bisogna dire che alla Rowling non è piaciuta la traduzione! Motivo: Trelawney è assolutamente normale ed è una dei motivi per cui l'ha scelto, mentre Cooman ricorda un qualcosa di mistico!

      Expelliarmus

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    4. Devo dire che, anche se alla Rowling non piace, io ci trovo qualcosa di ironico in Cooman. Proprio perché richiama alla Sibilla Cumana, è assurdo che la professoressa, poco più di un'impostora, abbia quel cognome tanto importante! :-P

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    5. Expelliarmus3 marzo 2016 21:01

      già... anche se alla rowling piaceva che si sottolineasse che fosse un'impostrice, così rende tutto più comico!

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  13. Mi permetto, da amante di Harry Potter e saltuario frequentatore di questo blog, pur senza competenza alcuna per quanto riguarda linguistica e traduzioni, di dire la mia su questo argomento. Credo che la traduzione di un’opera da una lingua straniera sia, in molti casi, o quanto meno dovrebbe essere, un’opera anch’essa. Dunque, alcune mie personali considerazioni preliminari:
    1)Faccio mie le note di Quirino Principe, curatore dell’edizione italiana del Signore degli Anelli, per chi consoce e ha letto questo romanzo: “La principale difficoltà incontrata[…]riguarda i nomi propri di persone e di luoghi. […]Si noti, però, che in tutti, o in quasi tutti i nomi, c’è un’allusione, più o meno evidente o nascosta. Se si volesse che l’allusione avesse significato pieno anche nella traduzione italiana, i nomi dovrebbero essere tutti tradotti ricalcando il significato cui alludono nella lingua originale. Il traduttore, d’altra parte, ha voluto evitare stonature stridenti. Perciò, anche se Baggins richiama bag (sacco, borsa)[…]chiare allusioni alla prosperità e all’abbondanza[…] il traduttore ha conservato la forma originale, scansando così una traduzione ‘fuori tono’, come sarebbe potuto essere Sacconi o simili. In altri casi, sono state adattate certe grafie (ing. Took, it. Tuc), per accentuare l’intonazione fiabesca di certi nomi. In certi rari casi, è stata adottata una vera e propria traduzione italiana, ricalcata sull’originale, o scelta come interpretazione dell’originale (es. ing. Rivendell, it. Gran Burrone); e ciò[…] anche per accentuare, ove l’orecchio lo suggerisse, un tono familiare, “di casa”, da porre in contrasto con il tono leggendario di altri luoghi o personaggi incontrati durante l’avventura; nonché per accentuare valori visivi implicati in certi toponimi (es. Gran Burrone). In tutti gli altri casi si è conservata la forma originale. […].
    2) La saga di Harry Potter, a mio modo di vedere, presentava molte complessità sul lato della traduzione: storia di genere fantastico, ma ambientata nel mondo reale, il nostro, e con una lingua utilizzata reale, l’inglese. Parole inventate in vario modo dall’autrice. Storia in divenire, di cui nessuno, a parte l’autrice, forse, poteva prevedere con certezza gli sviluppi (pensiamo a Neville Paciock/Longbottom). Target di riferimento: la storia è cresciuta di pari passo con Harry e con i suoi lettori (almeno quelli che hanno iniziato a leggerlo a 10/11 anni). Con il passare degli anni, e dei libri, il romanzo si è fatto sempre più adulto: penso all’utilizzo della magia, dalle ingenue, ma divertenti, lettere da Hogwarts nel primo libro, al tremendo rituale degli Horcrux in sesto e settimo; o, ancora, dalla morte di Quirinus Raptor/Quirrel affrontata da Harry e Silente/Dumbledore quasi con il sorriso sulle labbra, a quella di Cedric, più sofferta, alla straziante morte di Sirius, alle innumerevoli morti dell’ultimo libro e a come sono state trattate, perché alla fine, in guerra, i morti sono numeri, non persone, tranne che per i loro cari (confrontiamo le morti di Edvige e Dobby, cari al protagonista, Harry, a quelle di Malocchio, Lupin, Tonks, Fred…). [Continua]

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    1. 3) Non tengo conto della professionalità con cui la casa editrice e i traduttori si sono approcciati all’opera, né, tantomeno, la capacità/esperienza di questi ultimi, non avendo le conoscenze né le informazioni per trarre conclusioni né, soprattutto, la voglia di rovinarmi il fegato in questo modo, preferendo di gran lunga il whisky incendiario.
      4) Per quello che ho letto in internet, considero le nuove traduzioni, seppur obbligate da errori grossolani (come il famoso lucchetto/medaglione) un ulteriore guazzabuglio: se è vero che il tasso non è rosso, è anche vero che non è frasso; e, poi, ORO, VERDE, NERO, FRASSO? Quanto al salice picchiatore, fa tanto il duro, ma sotto sotto è un tenerone, l’ho visto piangente sulle rive del lago. XD A parte gli scherzi, non vorrei che, come per certi uomini e donne con un paio di rughe, si fosse fatto il ritocchino più per vendere ulteriori copie in vista della fine della saga e inizio delle opere collaterali, che per una vera ragione linguistica/filologica.
      Dopo tutto questo vuoto parlare, sperando di non aver annoiato qualcuno, e prima di mandare le mie referenze alla Salani, alcune mie conclusioni su quella che avrebbe dovuto essere la traduzione e su come vorrei che fosse fatta una futura traduzione “adulta”, se mai vorranno spillarmi ulteriori soldi.
      -Nomi propri di luoghi reali inglesi, da mantenere in originale, a meno che non abbiano già corrispettivo italiano (London è Londra, Forest of Dean è Foresta di Dean, ma King’s Cross, ovviamente, non è l’Attraversamento del Re).
      -Nomi propri di luoghi inventati, da mantenere in originale, tranne per parole comuni o nel caso la traduzione sia più evocativa dell’originale (Borgin & Burke resta tale, Forbidden Forest è Foresta Proibita, Hog’s Head è Testa di Cinghiale, meglio che di Porco, ma Hogsmeade non diventa Piana dei Cinghiali).
      -Nomi propri di persone, assolutamente in originale, con buona pace di chi, come me, ha conosciuto Silente prima di Dumbledore, quindi niente allocchi, paciocconi, stivali o similari. Al massimo penserei a un’appendice finale con la spiegazione del perché di un nome o di un cognome scelto dall’autrice.
      -Nomi propri di oggetti, strumenti magici, pozioni, dipende dal caso (Polijuice Potion è Pozione Polisucco, ma Nimbus o Firebolt non li tradurrei).
      -Indovinelli e canzoni tradotti cercando di mantenere il significato originale.
      -Caso particolare per quanto riguarda i nomi delle Case e, quindi, dei fondatori, che tradurrei in italiano per creare un legame affettivo tra il lettore e la Casa con cui si identifica, in modo da renderla più vicina e accogliente sul piano letterario. Traduzione, ovviamente, che tenga in conto simbologia e significato originali, mentre lascerei libera la scelta se tradurre o meno i nomi dei fondatori. Pensandoci in passato, ero giunto ad alcune personali traduzione (che spero non susciteranno troppe risate). Cuordileone per Grifondoro, Tassosbuffo per Tassorosso, Aquilartiglio per Corvonero e Strisciaserpe per Serpeverde. Sicuramente non belli come gli originali né come la traduzione classica, che suona decisamente meglio all’orecchio, tranne forse per Strisciaserpe, ma probabilmente più affine all’originale.
      Ovviamente queste linee guide, oltre a essere frutto delle mie folli elucubrazioni personali, sono sicuramente generiche e migliorabili. Mi rendo conto di aver scritto un tema più che un commento, ma mi piaceva condividere la mia idea con altri fan della saga. Perciò un saluto a tutti e buon proseguimento. Matteo

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  14. Ciao Matteo, condivido in pieno il tuo pensiero. Trovo il tuo discorso molto sensato e maturo dal punto di vista letterario. Il lavoro di un autore andrebbe rispettato anche nella traduzione, poiché se ha fatto delle scelte avrà avuto i suoi motivi, magari dopo essersi lambiccato il cervello per giorni. La lingua di H.P. è l'inglese, italianizzare il tutto mi sembra provinciale e immaturo. Sono curiosa di sapere se in giro per il mondo ci si è comportati come da noi oppure si sono attenuti all'originale. La traduzione andrebbe effettuata fin dove è necessaria per la comprensione, ma non credo che sostituire i nomi con altri
    più allusivi aiuti, anzi a mio avviso genera solo confusione. Prendi il caso dellla Trelawney. Trovo comprensibile che la Rowling non abbia approvato la scelta italiana. Cooman non solo è ridicolo ma ancora più incomprensibile per un bambino (sfido a trovarne uno che sappia chi fosse la Sibilla Cumana). Il nome originale era più che adatto, e anche colto a quel che ho capito. La nuova traduzione non ha avuto il coraggio di abbandonare del tutto le vecchie "abitudini", ma almeno ha fatto un grosso passo avanti verso l'autenticità. La saga è bella di suo, c'è dentro di tutto: eroismo, ironia, lealtà, coraggio, la morte, la speranza, il desiderio di un mondo migliore. Perché stravolgerla, in particolari poi che non hanno influenza sul decorso della storia? La finisco qui per ora. Buona giornata da Lidia.

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  15. Ciao Lidia, due rapide righe sulle altre traduzioni. In spagnolo sono rimasti per lo più uguali: Dumbledore, Lockhart, Fudge, McGonagall e addirittura Hufflepuff, Gryffindor e Slytherin. L’unico cambiamento è Tom Sorvolo Riddle. Non hanno cambiato neppure Oliver Wood, anche se non so come abbiano risolto la battuta sul bastone nella Pietra Filosofale. E gli spagnoli sono gli stessi che non dicono “computer”, ma “calculador”. Guardando su Wikipedia vedo che, invece, i francesi si sono sbizzarriti, anche se forse meno di noi: Snape è diventato Rogue (lett. arrogante), Oliver Wood è Dubois (“du bois” lett. “di legno”) anche se quello che mi fa più orrore è Hogwarts, tradotto come Poudlard (“lard” è “”bacon”, ora, capisco che “hog” in inglese sia “maiale”, però…). Per i nomi delle case: Gryffondor è quasi uguale, Serdaigle e Serpentard possono andare (“aigle” è “aquila”, “serpen” serpente), ma poi c’è Poufsouffle (souffle è soffio, pouf è come in italiano). E anche l’inglese non è escluso, se pensi che negli Stati Uniti la pietra filosofale è diventata Sorcerer’s Stone (“pietra dello stregone”) perché, fonte wikia inglese di Harry Potter, si supponeva che i bambini non avessero affinità con il concetto di pietra filosofale e per sottolineare il collegamento fra il primo libro e la magia. Ti direi, insomma, che paese che vai, traduzione ed errori che trovi.
    Quanto al motivo per cui sono stati tradotti, ho varie idee e nessuna depone a favore dei traduttori/editori. Ammettiamo che l’abbiano fatto per rendere più agevole la storia al pubblico, specie ai bambini, italianizzando il più possibile i nomi. Perché alcuni sì e altri no? Ulteriore, obiezione: io vado per i 26 anni e ho iniziato la saga a 9-10 anni. Ebbene, avevo già una conoscenza base dell’inglese dalle elementari, senza considerare che ero circondato da parole, se non inglesi, di chiara ispirazione inglese (penso ai nomi delle versioni italiane di Holly e Benji, Pokemon…). Figuriamoci oggi. E, poi, prendi il cane di Hagrid, meglio Zanna, parola italiana nota a tutti e traduzione letteraria, o Thor? Seconda ipotesi: si voleva richiamare il significato delle parole e dei nomi originali. Anche qui non ci siamo: basti la traduzione di Dumbledore in Silente. Si salva giusto Piton. E, poi, Terry Boot/Steeval? Come se un qualunque signor Rossi fosse tradotto in Mr. Reds. Ancora, si voleva creare un “ambito di fiabesco quotidiano” (come scrive Serena Daniele)? Ma per quello bastava una trasposizione dei nomi delle Case e stop, come ho scritto sopra. Quanti bambini, poi, sanno chi era la Sibilla Cumana. Io, tuttora, da lombardo, non conosco nomi/simboli delle contrade senesi che dovrebbero richiamare le 4 Case.
    La realtà, probabilmente, è che, con buona pace dei traduttori, la traduzione è stata fatta male e con molta superficialità. Nella Camera di Segreti, mezzosangue è insulto per Hermione e motivo di vanto per Tom Riddle, che, nello stesso momento, vorrebbe sterminare i mezzosangue. Possibile?
    La nuova traduzione era partita con buone intenzioni, ha migliorato sicuramente tanto, ma si è schiantato contro un Frasso non indifferente, motivo per cui mi sono tenuto la mia vecchia versione. Per fortuna che la storia rimane e, nomi giusti o sbagliati, le emozioni sono sempre lì tra le pagine e i bambini continuano a giocare, ignari dei nostri giusti dibattiti da Accademia della Crusca. Una pinta di Burrobirra virtuale per tutti. Matteo

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  16. Ciao Matteo. Non so se sai che nella nuova edizione Hermione viene appellata Sanguemarcio, il che significa i nati babbani che hanno manifestato attitudini magiche e quindi vengono introdotti ai segreti dei maghi studiando ad Hogwarts. I Mezzosangue sono coloro che hanno genitori "misti", uno mago e l'altro no, in contrapposizione con i Purosangue che non hanno mai contaminato il loro preziosissimo "sangue puro" con volgare sangue babbano (ovviamente il mio è un commento ironico, questa filosofia mi ricorda troppo un certo signore tedesco coi baffetti e il braccio alzato...). Anche io mi domando perché i "rimaneggiamenti" si siano fermati solo ad alcuni personaggi. Forse man mano che il pubblico gradiva hanno calmato la loro frenesia e capito che il pubblico non era tanto sciocco da avere bisogno delle loro imbeccate. Buona giornata da Lidia.

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    1. Ciao Lidia. Sì, sapevo della correzione sanguemarcio/mezzosangue. Per fortuna. Immaginati, al contrario, che bei discorsi tra Voldemort e Snape/Piton:
      V - [Comizio davanti ai mangiamorte] – “Uccideremo tutti i mezzosangue” [Si volta verso Snape/Piton] “A proposito, Severus, com’è che ti fai chiamare?”
      S/P [Imbarazzato, senza guardarlo negli occhi] “Ehm… Principe Mezzosangue…”
      V - [Con un sorriso perfido sulle labbra] “Buon appetito, Nagini!”
      Buona serata
      Matteo

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    2. Ciao Matteo. Io e mia figlia stiamo ridendo da dieci minuti, immaginando il siparietto tra Piton e Voldemort. Te lo figuri il Signore Oscuro su un palco bardato di nero, un religioso silenzio da parte dei suoi scagnozzi, e Piton in un angolino, che già ha i suoi problemi a nascondergli la sua vera natura di spia infiltrata...

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  17. Ciao anche a te Matteo, grazie per il tuo illuminante intervento!
    E' vero che la prima traduzione conteneva errori grossolani, anche tralasciando i nomi, il che è comunque sintomo di poca attenzione ai dettagli.
    Sapevo anche io delle altrettanto discutibili traduzioni in giro per il mondo, se si eccettua Tom Marvolo Riddle mi sembra che un po' tutti abbiano poco di cui andare fieri.
    Il fatto da tenere sempre presente è che in partenza i libri erano considerati per bambini, quindi mi domando: le traduzioni approssimative sono un caso isolato a Harry Potter, o forse è l'editoria per ragazzi a sottovalutare il proprio pubblico e prodotto? Non ho la minima conoscenza di altre saghe letterarie per quella fascia di età, quindi la mia è un'ipotesi totalmente campata per aria.
    Anche nella revisione della saga completa non c'è stata una cura paragonabile ad esempio alla traduzione del citato Signore degli Anelli, e come Matteo ho la sensazione che sia stata più una mossa commerciale malriuscita, piuttosto che il desiderio di rimettere le cose al proprio posto. Triste, ma purtroppo possibile.
    Se si dovesse giungere a un'edizione "adulta", concordo pienamente con le soluzioni da te proposte, tuttavia non trovo superficiale l'idea della traduzione per rendere più familiari certi nomi. In fondo è quello che è stato fatto anche per LOTR, per il quale mi sembra (da lettrice ignorante in materia di traduzioni) ci sia stato un maggiore studio dell'autore e delle sue opere prima di giungere a una versione italiana soddisfacente.
    L'unica soluzione per non rimanere mai con l'amaro in bocca è leggere un libro in lingua originale, per chi invece (come me) ha difficoltà è ovvio che il desiderio è quello di leggere un prodotto che sia il più possibile aderente all'originale.
    "La traduzione di un libro tocca corde sensibilissime nel cuore e nella mente dei lettori", c'è scritto in una delle note alla traduzione dei libri di Harry Potter. Direi che i commenti in questa pagina ne sono la prova concreta! :-)

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    1. Ciao Eileen, sì, come ho scritto sopra, anche all’estero si sono sbizzarriti. Per quanto riguarda la tua ipotesi sul mondo editoriale, non conosco altre saghe per ragazzi. Però, così a naso, non credo che sia così campata in aria la tua idea. Molta gente di sicuro pensa che un libro per bambini sia un libretto senza gran valore letterario. Butto lì un paio di considerazioni ulteriori: sicuramente il “peso” dell’autrice, all’epoca, non era certo del livello di un Tolkien, un Lewis o un Conan Doyle, le cui opere sono in giro anche da un secolo , o di altri autori recenti, ma già incensati dalla critica. E’ vero che Harry Potter oggi è un fenomeno letterario, ma nel 1997 praticamente nessuno aveva puntato su di lui e la prima edizione italiana è uscita solo 6 mesi dopo la prima inglese. Oggi, probabilmente, un eventuale nuovo libro su Harry Potter otterrebbe un’attenzione, anche editoriale, diversa, libro per bambini o per adulti che fosse. Una seconda considerazione: è vero che escono tantissimi libri, forse persino troppi, ma è anche vero che in Italia, nel mondo non so, si legge poco, in qualsiasi fascia di età. Non mi stupirei più di tanto, perciò, se la cura editoriale, specie per romanzi di nuovi autori o che non abbiano già riscosso successo all’estero, sia bassa.
      Sulla necessità delle traduzioni, buone traduzioni, sono concorde con te e la cosa vale sia che si parli di libri che di film o videogiochi. E non è, per me, una questione nazionalista, come leggo spesso rinfacciare parlando del doppiaggio nei film, o di conoscenza della lingua, la mia, peraltro, almeno nello scritto, non così orribile (anche se resta quella del liceo). Direi più di familiarità. Trovo più coinvolgente un libro scritto nella mia lingua, perché lo sento maggiormente mio, più vicino a me. C’è, poi, il discorso della comprensione del testo. Non parlo tanto di Harry Potter, che ha un linguaggio e una sintassi per lo più semplice e quotidiane, ma che richiede, comunque, la conoscenza di un buon numero di parole, ma a opere, magari, più complesse. E, per ultimo, ci metto anche la fatica. Lo ammetto, sono abbastanza pigro e, se voglio rilassarmi con un libro preferisco di gran lunga la lingua di Dante a quella di Shakespeare.
      Alla fine, credo che il punto sia la cura con cui si fa un lavoro, quale che sia. E se è vero che la traduzione di un libro tocca corde sensibilissime nel cuore e nella mente dei lettori, citazione che mi sento di sposare per intero, sarebbe d’obbligo tradurre cercando di non ledere quelle stesse corde.
      Provocazione: almeno una telefonatina alla Rowling la si poteva fare, no? O magari una mail per chiarire alcune cose? Anche se poi leggi di Terry Steeval e ti chiedi se quasi non avresti tradotto meglio tu! :-)
      Matteo

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    2. Mi trovi d'accordo su tutta la linea: per quanto anche io aspiri a una traduzione perfetta, o almeno più curata, non mi lamento troppo della versione italiana. Senza traduzione non mi sarei avvicinata alla saga, di conseguenza in questo momento non saremmo qui a spaccare il capello in mille pezzettini! In fin dei conti di questo si tratta: amore per la precisione!
      Aggiungiamoci carico: quanto tempo avranno realmente avuto per fare la prima traduzione? Quei sei mesi di gap potrebbero non essere indicativi, c'è la possibilità che fosse un lavoro "minore", o uno dei tanti, e magari non c'è stato il tempo di cavillare troppo o di porsi interrogativi sull'etimologia dei nomi scelti e sui possibili sviluppi della trama.
      Questo però mi apre tutto uno scenario di altre possibilità: quanti libro tradotti ho letto che hanno ricevuto trattamenti anche peggiori?! :O ...Meglio non pensarci.

      Quanto al discorso "chiedere alla fonte", ho letto proprio qualche giorno fa un articoletto che ho finalmente ripescato nella cronologia: http://www.hp-lexicon.org/blog/2014/11/29/4-ways-pottermore-facts-connect-canon/
      Si riallaccia alla faccenda Sybill/Sibyll Trelawney/Cooman già accennata, e fa una osservazione sul modo di operare della Rowling:
      "She should be able to say what the correct spelling is, and that should be the final word. However, she doesn’t tend to do this, instead allowing others to change things in “their” version of her work."
      Insomma, sembra che tenda a lasciare libertà di azione ai traduttori sparsi nel mondo, pur avendo una propria idea ben definita di quello che vuole o non vuole da ogni singolo nome/parola.

      Ah, ho scovato la battuta su Oliver Baston ritornato Wood:
      "«Mi scusi, professor Flitwick, mi presta il suo Wood per un attimo?»
      ‘Il suo Wood?’ pensò Harry confuso; sperò che la situazione non stesse prendendo una brutta piega.
      Wood, come scoprì ben presto, era un ragazzo corpulento del quinto anno, che uscì esitante dall’aula."
      Molto semplicemente!

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Harry Potter - Sorting Hat 3